L'ESA ricorre alla telemedicina via satellite
27/7/2004
L'Agenzia spaziale europea è sempre più vicina all'istituzione di un programma di telemedicina via satellite. È quanto è emerso nel recente incontro con esperti qualificati del settore svoltosi nel centro Esrin dell'Esa alle porte di Roma. L'European space research institute, lo stabilimento italiano dell'Esa, ha infatti ospitato un simposio di una giornata allo scopo di valutare lo stato di avanzamento dei lavori e i loro risultati, nonché di definire le fasi successive del programma.
Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti dell'Organizzazione mondiale della Sanità e del settore industriale, ma anche medici e amministratori del settore sanitario. All'incontro hanno partecipato professionisti del settore sanitario e questo gruppo lavora ormai da un anno alla definizione delle basi del nostro futuro programma di telemedicina satellitare. Le aree prese in esame durante il meeting sono state la interconnettività per i servizi sanitari, i servizi per i cittadini, le cure a distanza, la mobilità, gli avvisi preventivi in caso di rischio sanitario ambientale, la formazione alla e-Salute e la visione programmatica per la e-Salute e la telemedicina satellitare.
Durante la giornata di lavori all'Esrin, sono state date dimostrazioni di due progetti pilota finanziati dall'Esa, che sfruttano le telecomunicazioni satellitari. Il primo è un progetto canadese per le visite a distanza. Grazie all'uso del normale televisore di casa e di un kit di monitoraggio sanitario wireless, gli operatori sanitari sono in grado di verificare il livello di salute dei pazienti dal proprio ufficio o persino dal proprio domicilio. I risultati sinora ottenuti dimostrano che gli operatori sanitari sono in grado di visitare da 16 a 20 pazienti al giorno, un netto miglioramento rispetto alle 6-8 visite a domicilio precedenti.
Questo sistema presenta inoltre netti vantaggi economici dato che rende inutili i viaggi e riduce il numero di documenti da compilare. Le informazioni necessarie vengono infatti trasferite in modo elettronico da paziente a operatore. Anche i pazienti, particolarmente quelli che vivono in aree remote, traggono vantaggio dal nuovo sistema, che non li costringe più a lasciare la propria abitazione per farsi visitare. L'incremento del monitoraggio ha inoltre fatto diminuire il numero dei ricoveri.
L'altra dimostrazione ha presentato un'ambulanza equipaggiata per le emergenze. Il progetto pilota, chiamato Nesa, Next generation emergency satellite assistance (Assistenza satellitare di emergenza di nuova generazione), sta per entrare nella fase operativa a Vicenza, in Italia. Questa soluzione consentirà al personale delle ambulanze che prestano soccorso alle vittime di incidenti di inviare informazioni via satellite, comprese le radiografie, a un centro medico di riferimento. Grazie a queste informazioni - dice l'Esa - il centro potrà effettuare una diagnosi iniziale e inviare il paziente al centro medico più adeguato per le sue condizioni. Questa soluzione permette di risparmiare tempo vitale in una situazione di emergenza, dato che l'ambulanza può procedere direttamente verso il centro medico adeguato, che viene nel frattempo allertato dell'arrivo del paziente.
Le telecomunicazioni satellitari possono migliorare notevolmente lo status quo per gli abitanti delle zone più remote, per le situazioni di emergenza e per i passeggeri di aeromobili e imbarcazioni. In tutte queste situazioni, infatti, il satellite è il mezzo migliore, quando non il solo, per garantire la trasmissione di dati in tempo reale. La telemedicina può inoltre contribuire a rimuovere la barriera digitale, e fornire l'accesso a servizi medici di grande qualità e corsi di aggiornamento eccellenti a dottori e operatori sanitari di tutte le aree del globo, attenuando notevolmente le disparità di servizio attualmente esistenti nelle varie regioni del pianeta.
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