L'Ordine provinciale dei medici di Roma "sfiducia" il ministro della Salute
15/7/2004
I camici bianchi contestano, in particolare, l'esclusione degli Ordini professionali dalla partecipazione attiva nella programmazione, svolgimento e verifica dei corsi di formazione per l'educazione medica continua nonchč dalle procedure di accreditamento degli enti "formatori".
Sotto accusa il decreto del ministro sull'Ecm, pubblicato sulla "Gazzetta ufficiale" il 2 luglio, "Requisiti che devono possedere le Societį scientifiche e le associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie".
Il decreto č stato valutato nella seduta di ieri dal Consiglio dell'Ordine provinciale di Roma che, con circa 40.000 iscritti rappresenta oltre il 10% dei medici italiani ed č il pił numeroso d'Europa.
Secondo l'Ordine dei medici di Roma «il decreto č fortemente in contrasto con le funzioni che, naturalmente, dovrebbero essere riconosciute agli Organi ausiliari dello Stato, come gli Ordini Professionali soprattutto in tema di formazione medica.
I Consiglieri, inoltre, ricordano che la Carta Costituzionale, tra i diversi attori della formazione, indica prioritariamente le universitį, le Accademie e gli Ordini professionali. Molto dura la 'sentenza' emessa all'unanimitį dal Consiglio. «Dopo aver valutato serenamente e scrupolosamente l'operato del ministro della Salute Girolamo Sirchia - si legge nella nota - il Consiglio ritiene che egli, con l'aggravante di essere medico, non possa permettersi di relegare gli Ordini professionali ad un ruolo residuale e addirittura subalterno rispetto ad una societą privata e che pertanto debba rapidamente ritirare tale nefasto decreto e, come atto di vera ed estrema responsabilitą, dimettersi dall'incarico di governo».
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